Sanitari Rossari 2

Una nuova linea di sanitari, progettata con una forma completamente chiusa e raccordata del corpo per consentire l'installazione “filo muro”, fissaggi a scomparsa ed eliminazione della "brida".


La nuova linea di sanitari, vaso e bidet, Rossari 2 è stata progettata tenendo conto delle novità tecniche più recenti come ad esempio una forma completamente chiusa e raccordata del corpo per consentire l'installazione “filo muro”. L'adozione di fissaggi a scomparsa, l'eliminazione della “brida” e, non meno importante per il rispetto ambientale, un sistema di scarico che usa appena 3,5 litri di acqua. Tutto questo mantenendo uno stile classico e forme generose per offrire il miglior confort possibile a chi dovrà usarla.

 

Caratteristiche sanitari Rossari2

 

RIMLESS


La brida è un canale che si trova nella parte interna del bordo superiore del catino del vaso sanitario da cui defluisce l'acqua per il risciacquo. Questa soluzione, messa a punto per consentire una distribuzione omogenea dell'acqua su tutta la superficie del catino, diventa anche una zona molto difficile da pulire ed igienizzare, perché non si riesce ad evitare l'accumulo di batteri; circa il 20% del bacino interno del sanitario non è raggiunto in modo efficace dall'acqua, lasciando depositi e conseguenti sgradevoli odori. Inoltre la quantità d'acqua richiesta da questo sistema non può essere ridotta oltre certi limiti, pena la compromissione dell'efficacia del risciacquo.
Ormai da qualche anno, sono comparsi sul mercato vasi sanitari che propongono soluzioni tecniche diverse sul canale della brida. Come sempre accade, ogni manifattura propone soluzioni alternative che puntano sostanzialmente a rimuovere completamente o parzialmente il canale e semplificare la forma per ottimizzare la distribuzione dell'acqua di scarico sulla maggior parte del bacino del vaso. Al momento questa appare come la soluzione ideale per chi desidera un'igiene ottimale e un efficace risciacquo perché l'acqua entra nel vaso in maniera simmetrica e con grande energia richiedendo una minore quantità rispetto alle versioni con brida.

 

Particolare rimless dei sanitari Rossari22

 


FILO MURO


Indipendentemente dal tipo di scarico, a pavimento o a muro, i sanitari la cui parte posteriore una volta installati aderisce alla parete, agevola la pulizia e di conseguenza risulta più facile mantenere l'igiene. Questa soluzione è la naturale conseguenza dell'evoluzione dei sistemi di ancoraggio e l'innovazione nei raccordi.

 

Sanitari Rossari2 a filo muro

 


DIMENSIONI DI COMFORT


Quando ci si riferisce ai sanitari, in particolare i vasi, è utile ricordare che l'altezza e la superficie di “seduta” sono importanti per contribuire ad un uso confortevole, evitando nel contempo dolori o fastidi. È ormai ampiamente dimostrato che l'altezza tra i 45 e i 50 centimetri da terra facilita l'azione di sedersi e quella di alzarsi. Ma un aspetto che non viene preso in considerazione è la superficie di seduta che probabilmente ben più dell'altezza contribuisce a migliorare la confortevolezza di un vaso sanitario; Rossari2 ha una superficie di seduta pari a 0,150 metri quadri.

 

Dimensioni dei sanitari Rossari2

 


SEDILE E COPRI-BORDO


Per i vasi sanitari Rossari 2 è previsto sia un sedile con copri sedile in termoindurente - con e senza “soft-close”-, sia un copri bordo in poliuretano. Possono essere installati indipendentemente sia su vasi normali sia su quelli con apertura frontale. la scelta tra l'uno e l'altro dipendono dall'utente e dal contesto in cui il vaso sarà installato.

 

Sedile e copribordo dei sanitari Rossari2

 

BREVE STORIA DEL VASO SANITARIO - WATER CLOSET


Non esiste una storia chiara e certa circa il vaso sanitario e si fatica molto a stabilire con chiarezza origine e paternità. Si potrebbe azzardare che possa essere un'invenzione da ascrivere all'intera umanità; nell'arco di migliaia di anni, ogni popolo ha contributo all'evoluzione di questo elemento indispensabile per il bagno. In Cina, in una tomba della dinastia Han risalente al 206 A.C è stato rinvenuto un antico bagno completo di seduta e meccanismo per far defluire dell'acqua. Un analogo sistema era utilizzato nella Roma imperiale; più di 150 latrine pubbliche erano state costruite per soddisfare i bisogni delle classi sociali che non potevano permettersi un bagno privato. I romani erano un popolo molto civile e per loro l'igiene personale era di grande importanza. Con l'arrivo delle popolazioni barbariche e l'ascesa del cristianesimo, la pulizia e la cura del corpo passarono in secondo piano fino al punto di dimenticarsi di quanto i romani avevano fatto e le più elementari norme igieniche furono dimenticate: nelle città si usavano dei vasi che giorno e notte venivano svuotati direttamente dalle finestra sulla pubblica strada, trasformando così le cittadine in luoghi maleodoranti e in cattive condizioni igieniche. Il momento igienicamente peggiore fu probabilmente il Rinascimento quando nei palazzi, qualsiasi salone isolato, ballatoio o retro delle porte poteva essere considerato come un luogo adatto ad espletare i propri bisogni. Nella Francia della seconda metà del ‘600, entrarono finalmente in uso stanze apposite con tante “seggette” affiancate, ove si potevano tenere nel frattempo amabili “conversari”. In Inghilterra durante il regno di Elisabetta I d'Inghilterra , fine del ‘500, il vaso era collocato in un piccolo ambiente, denominato water closet, da cui deriva l'acronimo “WC”, che, tradotto in italiano, significa propriamente “ripostiglio per l'acqua”. Sembra che l'inventore del primissimo prototipo di vaso sanitario sia stato un certo John H'rlington, il quale nel 1596 creò un complesso meccanismo provvisto di un serbatoio di acqua; un rubinetto ne regolava il passaggio in un serbatoio più piccolo e, azionando una botola, era possibile far defluire l'acqua di scolo nel pozzo nero.
Nel 1775, lo scozzese Alexander Cummings, riuscì a creare la versione definitiva del vaso sanitario moderno; il suo contributo più importante fu l'invenzione e l'aggiunta del sifone, una soluzione idraulica capace di occludere con acqua il tubo di scarico quindi il collegamento tra il vaso e il maleodorante catino di raccolta dei residui organici. La tazza del vaso come noi la conosciamo fece la sua comparsa nel 1883 in Francia.

 

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