Il 19 novembre si è celebrata la giornata mondiale del gabinetto (World Toilet Day)

Istituito dalle Nazioni Unite nel 2013, l’evento pone l’accento sull’assenza di servizi igienici nel mondo


Novembre tra le sue ricorrenze annovera “la Giornata Mondiale del Gabinetto”.

Istituito dalle Nazioni Unite il 19 novembre 2013, il “World Toilet Day”, si pone come obiettivo quello informare sul fatto che due miliardi e mezzo di persone nel mondo non hanno accesso ai servizi igienici di base, ossia non hanno un bagno in casa, ed 1 miliardo e 800mila persone consumano acqua la cui fonte potrebbe essere contaminata da escrementi, non essendoci sistemi di smaltimento sicuri.

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, (un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità, sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU), ingloba 17 obiettivi per lo sviluppo ed affronta questo problema all’obiettivo n°6: “garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie”.

Oltre ai dati forniti in precedenza - secondo quanto riferiscono l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF) – ci sono altre cifre che ben fanno comprendere quanto “vicino” sia il traguardo del 2030:

  • “circa il 60% della popolazione mondiale - 4,5 miliardi di persone - non ha né un bagno a casa né uno che non gestisca in sicurezza gli escrementi;
  • 892 milioni di persone non hanno altra possibilità se non fare i bisogni all'aperto e questo significa che le feci umane, su vasta scala, non vengono trattate e catturate;
  • 1/5 delle scuole in tutto il mondo non fornisce servizi igienici;
  • 900 milioni di scolari in tutto il mondo non hanno strutture per il lavaggio delle mani - una barriera critica nella diffusione di malattie mortali;
  • globalmente, l'80% delle acque reflue generate dalla società rientra nell'ecosistema senza essere trattato o riutilizzato.

Secondo quanto riporta il Centro Regionale di Informazione delle Nazioni Unite (UNRIC) “i servizi igienici sono fondamentali per la salute umana e ambientale, così come per le opportunità, lo sviluppo e la dignità individuali. È, infatti, un diritto umano quello di avere acqua pulita e servizi igienici adeguati. I gabinetti fanno crescere il Prodotto Interno Lordo (PIL): studi indicano forti legami tra la copertura igienica e l’impennata dei settori che guidano la crescita economica e risultano essere un ottimo investimento economico: per ogni dollaro investito, se ne guadagnano 5,50 in spese sanitarie e in infrastrutture.

“I gabinetti – si legge ancora sul sito del Centro Regionale di Informazione delle Nazioni Unite (UNRIC) - riducono la spesa sociale. Sono tra i più efficaci investimenti pubblici e producono educazione: ogni anno i bambini di tutto il mondo perdono oltre 272 milioni di giorni di scuola a causa della diarrea; la contaminazione di falde acquifere locali può portare ad alti costi di manutenzione e disinfestazione; i servizi sanitari influenzano grandemente il turismo, dal momento che orienta la scelta delle destinazioni; l’accesso a gabinetti sicuri porta evidenti benefici alle donne e alle bambine a rischio molestie, (molte ragazzine nel mondo iniziano a saltare giorni di scuola quando entrano nella pubertà proprio per la mancanza di bagni nelle scuole). Infine, la presenza di gabinetti in casa rende le cure a domicilio immensamente più facili per le persone con disabilità fisiche o per gli anziani”.

C’è anche un altro aspetto che mette in luce l’UNRIC, legato all’inquinamento: “senza sistemi igienici adeguati, i rifiuti umani penetrano nel terreno e riemergono nelle acque di superficie. Le feci contaminano la terra. Nei paesi in via di sviluppo, circa il 90% delle acque di fogne è riversato senza filtraggio nei fiumi e nei mari. L’inquinamento nelle acque costa al Sud-Est Asiatico più di 2 miliardi di dollari l’anno, principalmente a causa della perdita di terra coltivabile”. Ne consegue che il raggiungimento dell’obiettivo del 2030 andrà non solo a contribuire al miglioramento della salute ed alla lotta alla mortalità infantile, ma, nel lungo termine, a sradicare in maniera più concreta la povertà estrema e renderà più salubre l’ambiente.

Ogni anno il World Toilet Day ha un tema. In questo 2018 è stato “bagni e natura”. “Quando la natura chiama - si legge sul sito dedicato alla giornata - dobbiamo ascoltare e agire. Le soluzioni basate sulla natura (NBS) per i servizi igienico-sanitari e la crisi idrica sfruttano il potere degli ecosistemi per aiutare a trattare i rifiuti umani prima che ritornino nell'ambiente. La maggior parte delle NBS riguardano essenzialmente la protezione e la gestione della vegetazione, dei suoli e/o delle zone umide, compresi fiumi e laghi. Per esempio:

  • latrine di compostaggio che catturano e trattano i rifiuti umani sul posto, producendo un rifornimento gratuito di fertilizzanti per aiutare a coltivare i raccolti;
  • zone umide e canneti creati dall'uomo filtrano le acque reflue prima che vengano rilasciate nei corsi d'acqua”.

Insomma, costruire servizi igienici e sistemi sanitari che funzionino in armonia con gli ecosistemi e che diano a tutti la possibilità di vedersi garantita privacy, igiene, acqua e terreni puliti.

“Il mancato raggiungimento del riuscire a garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie – conclude il sito – mette a rischio l'intera Agenda per lo Sviluppo Sostenibile”.



La prima foto è tratta dall'opuscolo "World Toilet Day 2018 Social media kit"