Hotel inclusivi: l’ospite perfetto per chiunque

Strutture che ritrovano la loro eccezionalità nella normalità


Consentire agli ospiti di un hotel, un b&b, una casa vacanza o di un agriturismo di essere protagonisti attivi della propria esperienza di viaggio è un plus importante.

"Hospitalitem" è la parola latina che significa "amicizia per gli ospiti", da cui deriva direttamente il suo significato.

In ambito ricettivo un’ospitalità vincente è un’ospitalità accessibile: mettere i clienti a proprio agio, senza distinzione di età o abilità, e permettere loro di godere al meglio del soggiorno sarà un buon motivo per tornare in quella struttura e consigliarla ad altri.

Una ricettività inclusiva è il risultato di un percorso che parte dalla progettazione e che deve coinvolgere enti pubblici, architetti, installatori: essi devono rendere gli ambienti non solo accessibili, ma funzionali e senza barriere architettoniche, culturali e sensoriali. Realizzare, insomma, spazi godibili nel rispetto delle leggi, ma traendo ispirazione dalle esigenze di chi li vive. Inclusività, dunque, come ospitalità pensata per famiglie con bambini, anziani con difficoltà di movimento, persone diversamente abili.

La giusta selezione dei prodotti, unita ad un’attenta considerazione degli aspetti funzionali determina la realizzazione di uno spazio di grande qualità che tiene conto di età, abilità, culture, interessi, preferenze e quant’altro. Un insieme che si compone dei giusti spazi, di aperture ampie, scale alternate a rampe, bagni attrezzati, colori rilassanti, stanze insonorizzate, ambienti luminosi e caldi, arredi eleganti e funzionali, accessori utili e belli.

Un sistema però che non deve creare ambienti speciali, nell’accezione di “destinato all’uso esclusivo di determinate categorie di persone”, ma “di qualità superiore al normale, di particolare eccellenza”.

Se si vuol comprendere se una struttura ricettiva è inclusiva occorre osservarne gli ambienti bagno: nella progettazione questi ambiti consentono di prevedere le criticità e le necessità specifiche di ogni contesto di cui sono composti (vaso sanitario, lavabo, zona doccia sono parti di un insieme con caratteristiche, usure e manutenzioni diverse), un processo utile e necessario per una corretta progettazione. Ma in essi si ritrova anche il grado reale di accessibilità di uno spazio: lavabi alla giusta altezza, ausili che agevolino il movimento, docce ampie e dotate di sedute, accessori alla giusta altezza rendono il bagno un luogo adatto ad ospitare chiunque.

Tornando a parlare di ambiente speciale in quanto unico essi devono essere belli, eleganti, in grado di emanare una sensazione di conforto diffuso, testimoniando anche come un certo tipo di accessori, come gli ausili e le sedute, possano essere, a tutti gli effetti, componenti d’arredo in grado di impreziosire la struttura.

I bagni, inoltre, offrono un’immediata percezione della cura con cui sono mantenuti gli ambienti, andando ad influire sul giudizio degli stessi.

Insomma, un’ospitalità vincente è un’ospitalità accessibile a partire dal bagno. E un bagno accessibile rende la progettazione universale e la struttura che lo contiene la migliore espressione di un’architettura inclusiva e funzionale.