Interior

02/02/2026 - Redazione

Bonus barriere architettoniche: fine dell’agevolazione.
Resta il bonus ristrutturazioni che include anche bagni, maniglie e docce a filo pavimento

Da quest’anno cambiano le regole per chi vuole rendere più accessibili case e condomìni

Il bonus barriere architettoniche, che negli ultimi anni aveva sostenuto migliaia di interventi, non è stato prorogato e si è, dunque, chiuso definitivamente il 31 dicembre 2025.

Dal 2026, quindi, chi ha necessità di migliorare scale, ingressi, bagni o percorsi esterni deve optare per il bonus ristrutturazioni, che diventa oggi la via principale per intervenire sull’accessibilità degli edifici, però con un’aliquota, che non è più quella potenziata al 75%, prevista dal vecchio incentivo.

Il bonus ristrutturazioni

L’agevolazione permette di detrarre le spese sostenute, anche se con percentuali meno generose rispetto al vecchio bonus. Su un tetto di 96.000 euro, si applicano:

  • 50% per gli interventi realizzati sulla prima casa;
  • 36% per gli altri immobili.

Il massimale però non è uguale per tutti: cambia, infatti, in base al reddito del contribuente e al numero di figli a carico presenti nel nucleo familiare del contribuente.
In particolare:

  • tra 75.000 e 100.000 euro di reddito, il limite scende a 14.000 euro;
  • oltre i 100.000 euro, si riduce ulteriormente a 8.000 euro.

Il massimale pieno può essere mantenuto se si hanno almeno 3 figli a carico o un figlio con disabilità (ai sensi della L. 104/92); in caso contrario, viene progressivamente abbassato moltiplicando il tetto massimo con i seguenti coefficienti:

  • 0,5 in assenza di figli
  • 0,70 con un figlio
  • 0,85 con due figli

Una stretta che limita l’impatto del beneficio per i redditi più alti, anche se la misura resta comunque accessibile.

Chi può richiedere l’agevolazione

La platea dei beneficiari rimane ampia e trasversale. Può usufruire della detrazione chiunque sostenga la spesa e abbia un titolo sull’immobile o viva stabilmente con il possessore, al momento dell’inizio dei lavori.
Rientrano tra gli aventi diritto:

  • proprietari e nudi proprietari;
  • usufruttuari e titolari di diritti reali minori;
  • inquilini e comodatari;
  • soci di cooperative;
  • familiari conviventi che pagano i lavori;
  • condòmini per opere sulle parti comuni.

Non risulta tra i requisiti d’accesso la presenza di una persona con disabilità nell’immobile: essenziali sono la tipologia di intervento e il rispetto delle norme tecniche.

I lavori ammessi alla detrazione

Gli interventi devono migliorare l’accessibilità e rispettare le prescrizioni del DM 236/1989, lo standard di riferimento. Le opere ammissibili spaziano dalla mobilità interna alla fruibilità degli spazi comuni.

Collegamenti verticali

  • Nuovi ascensori e sostituzione di impianti non conformi.
  • Montascale, piattaforme elevatrici e montacarichi.
  • Rampe con pendenza adeguata, entro l’8%.

Infissi e varchi

  • Porte allargate fino ad almeno 80 cm.
  • Maniglie ergonomiche a quota agevolata.
  • Finestre e portefinestre con sistemi facili da azionare.

Ambienti interni

  • Bagni completamente ri-progettati per garantire autonomia.
  • Docce a filo pavimento e sanitari sospesi.
  • Corrimano e dispositivi di supporto alla mobilità.

Domotica e automazione

  • Comandi digitali per luci, tapparelle, citofoni.
  • Sistemi smart pensati per agevolare chi ha difficoltà motorie.

Spazi esterni e parti comuni

  • Percorsi privi di ostacoli e con materiali antiscivolo.

  • Aree condominiali adattate e posti auto accessibili.

I documenti necessari: cosa conservare

Come per ogni bonus edilizio, la documentazione è cruciale. Il contribuente deve predisporre un fascicolo completo con:
Documenti tecnici

  • CILA, SCIA o permesso di costruire.

  • Asseverazioni che attestino la conformità al DM 236/1989.

  • Dichiarazione sostitutiva per gli interventi in edilizia libera.

Documenti fiscali

  • Fatture intestate al beneficiario.
  • Bonifico parlante con causale, codice fiscale di chi usufruisce della detrazione e partita IVA dell’impresa.

Documenti amministrativi

  • Atto di proprietà o contratto di locazione.

  • Eventuale delibera condominiale.

  • Comunicazione ENEA, se prevista.

  • Consenso del proprietario in caso di lavori richiesti da inquilino o comodatario.

E infine come beneficiarne

La stretta introdotta negli ultimi anni ha eliminato sia lo sconto in fattura sia la cessione del credito.
Nel 2026 l’unica via disponibile è la detrazione IRPEF, ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Ogni anno il contribuente dovrà inserire la quota nella dichiarazione dei redditi, andando così a compensare l’imposta dovuta.
Una procedura meno immediata rispetto al passato, ma che consente comunque di ottenere un risparmio significativo per chi deve intervenire sull’accessibilità.


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